RISCHIO LEGIONELLOSI
Le indicazioni tecniche per i gestori di strutture turistico, ricettive e termali
 03/09/2018   Tipologia news: Legionella   Fonte: Nostre elaborazioni
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Come è noto, con la delibera di Giunta n. 2815/2004 sono state adottate, a livello provinciale, le indicazioni tecniche per i gestori di strutture turistico alberghiere e termali ai fini della prevenzione e cura della legionella.


Il provvedimento recepisce un documento dell’Istituto Superiore della Sanità contenente le Linee Guida europee sulla Legionellosi, che costituisce un utile riferimento per i direttori di strutture turistico – alberghiere, in quanto contiene elementi di giudizio per la valutazione del rischio legionella, nonché norme che riducono al minimo tale rischio, posto che negli ultimi anni si è registrato anche in Trentino un trend in aumento dei casi di infezione.


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Riportiamo qui di seguito in estrema sintesi alcuni suggerimenti tecnico-pratici per i gestori di strutture turistico ricettive (alberghi, RTA, campeggi), responsabili della tutela del diritto alla salute dei propri ospiti clienti e dei propri lavoratori.  

LA LEGIONELLOSI

La legionellosi - grave forma di polmonite altamente letale causata da batteri appartenenti al genere Legionella - viene generalmente contratta per via respiratoria, mediante inalazione o microaspirazione di aerosol in cui è contenuto il batterio. L’aerosol può essere generato da:  

- apertura di un rubinetto o di una doccia; 

- sciacquone di impianti igienici;

- vasche per idromassaggio e piscine;

- bagni turchi e aree adibite a sauna;

- torri di raffreddamento/condensatori evaporativi;

- fontane ornamentali specialmente se collocate in ambiente interno;

- impianti di irrigazione di giardini.

PREVENZIONE E CONTROLLO DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE A LEGIONELLA

Negli ultimi anni si è verificato un notevole incremento dei casi diagnosticati di legionellosi e parallelamente sono aumentati i ricorsi legali intentati dai turisti per ottenere risarcimenti da parte degli albergatori presso cui avevano presumibilmente contratto la malattia.

Considerando le implicazioni economiche e di immagine che possono derivare da questi episodi, l’approccio più pragmatico è quello di fare il possibile per mettere in atto tutte le misure necessarie alla prevenzione della malattia.

LA RIDUZIONE DEL RISCHIO

Per assicurare una riduzione del rischio di legionellosi tutti i gestori di strutture recettive garantiscono l’attuazione delle seguenti misure di controllo:

  • mantenere l’acqua calda costantemente a una temperatura compresa fra i 50-60°C. L’acqua in uscita da tutti i rubinetti dovrebbe essere molto calda al tatto (si raccomanda di mettere degli avvisi accanto ai rubinetti e alle docce); 
  • mantenere l’acqua fredda costantemente ad una temperatura inferiore a 20°C. Se non si riesce a raggiungere questa temperatura e se una qualsiasi parte dell’impianto dell’acqua fredda o delle uscite si trova al di sopra di questa temperatura, si dovrebbe prendere in considerazione un trattamento che disinfetti l’acqua fredda; 
  • fare scorrere l’acqua (sia calda che fredda) dai rubinetti e dalle docce delle camere non occupate per alcuni minuti almeno una volta a settimana e comunque sempre prima che vengano occupate;
  • mantenere le docce, i diffusori delle docce e i rubinetti puliti e privi di incrostazioni; 
  • pulire e disinfettare regolarmente (almeno 2 volte l’anno) le torri di raffreddamento delle unità di condizionamento dell’aria; 
  • pulire e disinfettare gli scambiatori di calore almeno una volta all’anno; 
  • disinfettare il circuito dell’acqua calda con cloro ad elevata concentrazione (50 ppm) per 2-4 ore dopo interventi sugli scambiatori di calore e all’inizio della stagione turistica;
  • pulire e disinfettare tutti i filtri dell’acqua regolarmente ogni 1-3 mesi; 
  • ispezionare mensilmente i serbatoi dell’acqua, le torri di raffreddamento e le tubature visibili. Accertarsi che tutte le coperture siano intatte e correttamente posizionate; 
  • se possibile, ispezionare l’interno dei serbatoi d’acqua fredda, e comunque disinfettare almeno una volta l’anno con 50mg/l di cloro per un’ora. Nel caso ci siano depositi o sporcizia provvedere prima alla pulizia. La stessa operazione dovrebbe essere effettuata a fronte di lavori che possono aver dato luogo a contaminazioni o a un possibile ingresso di acqua non potabile; 
  • accertarsi che eventuali modifiche apportate all’impianto, oppure nuove installazioni non creino bracci morti o tubature con assenza di flusso dell’acqua o flusso intermittente. Ogniqualvolta si proceda a operazioni di bonifica occorre accertarsi che anche bracci morti costituiti dalle tubazioni di spurgo o prelievo, ma anche le valvole di sovrapressione e dai rubinetti di bypass presenti sugli impianti subiscano il trattamento di bonifica; 
  • in presenza di attrezzature per idromassaggio (piscine o vasche) occorre assicurarsi che siano sottoposte al controllo da personale competente che dovrà provvedere alla effettuazione e alla registrazione delle operazioni di pulizia e di corretta prassi igienica come:

-     sostituire almeno metà della massa di acqua ogni giorno;

-     trattare continuamente l’acqua con 2-3mg/l di cloro o di bromo (1,75mg)

-     pulire e risciacquare giornalmente i filtri per la sabbia;

-     controllare almeno tre volte al giorno la temperatura e la concentrazione del cloro e del bromo (disinfettanti in acqua);

-     assicurare una operazione di disinfezione accurata almeno una volta a settimana.

Oltre a queste misure per un’efficace prevenzione è necessario che in ogni struttura turistico -ricettiva venga effettuata periodicamente un’analisi del rischio (che costituisce parte integrante del piano di autocontrollo dell’impianto natatorio).

E’ importane precisare, come capita sempre nella lotta contro i batteri, che non esiste alcun modo per essere certi che un impianto resti immune dalla Lagionella o, dopo essere stato bonificato, non torni ad inquinarsi, e di ciò bisogna essere sempre ben consci, sia nel progettare l’impianto ma soprattutto nel gestirlo, tenendo conto anche dei pregi e dei limiti dei vari disinfettanti che si possono impiegare per le sanificazioni.

Il disinfettante da solo non basta, è necessaria integrazione con azioni appropriate di manutenzione e di gestione dell’impianto.

 

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO - VALUTAZIONE DEL RISCHIO LEGIONELLA PER I LAVORATORI DELLA STRUTTURA RICETTIVA 

Il rischio legionellosi ha implicazioni anche per quanto riguarda gli adempimenti del gestore della struttura turistico ricettiva nella sua ulteriore veste di datore di lavoro.

Ricordiamo, infatti, che il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori e conseguentemente di adottare le misure di prevenzione, riduzione ed eliminazione dei rischi presenti nell’ambiente lavorativo.

 Nell’elaborazione del documento di valutazione dei rischi (DVR – o nell’autocertificazione per le aziende con meno di 10 lavoratori), il gestore della struttura ricettiva deve dunque considerare anche il rischio di esposizione ad agenti biologici, quali appunto la legionella, classificata dalla vigente normativa in materia come agente biologico gruppo di rischio 2 (Titolo X e Allegato XVLI del decreto legislativo n. 81/2008).

 

INFORMAZIONI

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio legislativo (dott.ssa Mila Bertoldi tel. 0461 880326) e alla Segreteria UNAT – tel. 0461 880430, e mail info@unat.it

 

Documentazione PDF su legionella
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file pdf Indicazioni normative su Legionella 
LA LEGIONELLOSI: INDICAZIONI TECNICHE PER I GESTORI DI STRUTTURE TURISTICO-RECETTIVE E TERMALI - Questo documento è stato elaborato da un gruppo di lavoro sulla legionellosi del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate e del Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità e rivisto dai competenti Uffici del Ministero della Salute.
 
file pdf Presenza di Legionella nelle reti idriche 
Presenza di Legionella nelle reti idriche: determinazione e bonifica - Guizzardi Franco Unità Operativa di Prevenzione Ambientale Direzione Igiene e Sanità Pubblica APSS
 
file pdf Prevenzione e controllo della legionellosi 
SORVEGLIANZA E CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI - Prevenzione e controllo della legionellosi nelle strutture ricettive
 
Servizio di consulenza e redazione del piano di autocontrollo
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Per consulenze e redazione del piano di autocontrollo legionellosi è a disposizione il dott. Marco Bernabè di Tecnologia & Sicurezza – Trento.
Il servizio di Tecnologia & Sicurezza consiste nell’elaborazione del piano di autocontrollo legionellosi sulla base di un’ispezione in azienda e ai risultati microbiologici dell’acqua prelevati in almeno 6 punti fra quelli previsti dall’Accordo Stato le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano del 7 maggio 2015. 
Grazie ad una convenzione con un laboratorio accreditato e all’esperienza dei propri tecnici nel settore, Tecnologia & Sicurezza offre un servizio di assistenza a condizioni molto vantaggiose. Si ricorda che il documento di analisi dei rischi legionellosi e i controlli delle acque fanno parte degli adempimenti obbligatori e che, in caso di indagine epidemiologica su clienti della struttura ricettiva ai quali è stata diagnosticata la legionellosi, l’Azienda Sanitaria può richiedere la presenza del documento e delle analisi effettuate.
CONTATTI
Per informazioni:dott. Marco Bernabè - Tecnologia & Sicurezza 0461-960215  - cell. 349-0605458 – marco.bernabe@trento.tecnologiaesicurezza.it


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