LEADERSHIP E MANAGEMENT
QUEL MANCATO SENSO DI APPARTENENZA
 15/01/2018   Tipologia news: I nostri consigli   Fonte: https://barbaratech73.com/
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ECOSISTEMA

l’azienda è un fragile Ecosistema.

È un insieme di persone che vengono da mondi diversi, diverse esperienze, conoscenze, caratteri e competenze. Tutti gli ecosistemi per natura sono fragili ed affinché possano esistere e coesistere hanno bisogno di equilibrio. L’equilibrio è, per le aziende, sinonimo di impegno individuale e collettivo e l’impegno è atto di responsabilità di ogni singolo verso il fine ultimo ed il bene comune.

Ed è dal fine ultimo come obiettivo e dal bene comune come risultato che si sviluppa la comunità.


COMUNITA’

l’azienda è pertanto e per definizione quell’insieme di persone che una volta entrate devono essere chiamate ad identificarsi e sentirsi parte integrante di una comunità collaborativa. Essere parte di qualcosa significa accrescere responsabilità e fedeltà verso azienda e colleghi ed affinché una comunità possa definirsi tale ha la necessità di accrescere, giorno dopo giorno, quel senso prioritario di appartenenza. Questo significa che ogni singolo collaboratore deve percepire come propria l’azienda per cui lavora sentendosi parte e partecipe di un quadro più ampio, appunto! Un obiettivo comune rivolto verso un fine ultimo.

Questo è il quadro di ciò che dovrebbe essere un’azienda affinché sviluppi successo e longeva vita e non solo nell’immaginario collettivo, ma soprattutto nella straordinarietà della sua migliore esistenza.

Improvvisamente però torno alla realtà, mi guardo intorno ed in prevalenza vedo aziende che si reggono su principi e credi di ben altra natura, epoca e cultura.

Le persone, siano esse collaboratori o parte del middle management, impegnati in gruppi o individualmente, in maggioranza, sono visibilmente frustrate ed insoddisfatte. Le ragioni sono solo apparentemente ovvie, perché chi trova il coraggio di scavare all’interno di queste frustrazioni è costretto ad imbattersi nelle più crude delle realtà. Scopre che l’impegno di ogni singolo non è un valore, ma un bieco sfruttamento per un fine ultimo, che invece di essere condiviso e spartito (nel limite del possibile), è solo faticosamente conquistato per la collezione di pochi. La natura di questo sentimento, fortemente negativo per tutti e privo di qualunque stimolo, si traduce in un atteggiamento irresponsabile e sconsiderato da parte di leadership e management.

E nonostante tutto si cerca la strada migliore per fare sempre meglio e portare a casa grandiosi risultati.

E pensare che ho sempre considerato l’individualismo una gran cosa.

Crea incentivi, produce ed incoraggia sviluppo e promuove la leadership, ma anch’essa da sola non è sufficiente. Affinché ogni cosa funzioni, abbiamo bisogno di avere una struttura sociale più grande di noi che ci sorregge, sponsorizzi e permetta la realizzazione, il funzionamento ed il successo.

Questo sistema sociale, che lo stesso uomo ha chiamato “comunità” è quel collante che, ovunque noi siamo, compreso cosa facciamo, ci unisce per un bene comune e più alto di noi.

In una sola parola nasce, cresce, sviluppa e rafforza quell’essenziale bisogno di “appartenenza” che ci permette di identificare, in questo caso, all’interno di un’azienda, ciò che siamo, che cosa facciamo e perché. Pertanto comunità ed appartenenza, anche nel mondo aziendale, significano preoccuparsi responsabilmente ed individualmente del proprio lavoro. Collettivamente dei nostri colleghi e creando il nostro posto nel mondo, soprattutto al di là dei confini geografici aiutati ed abbattuti dal potere tecnologico, semplicemente sentendoci parte di qualcosa di straordinario, che in tutto questo sforzo ci regala una necessaria energia positiva.

 

APPARTENENZA

è tutta questione di come ogni persona, in questo caso collaboratore, è chiamato ad essere parte di un mondo più grande di se stesso. Se per esempio, osserviamo attenzione la nascita e lo sviluppo di una Startup.

Ciò che generalmente vediamo è proprio quel forte senso di comunità e di appartenenza. Ogni singolo si riconosce nella Startup e la sua mission. Ogni singolo si sente responsabile e soddisfatto per ciò che fa, per i risultati che porta e gli obiettivi che conquista. Ogni singolo: “E’ la Startup”.

Con il passar del tempo però, la Startup si trasforma in Azienda e sembra che mantenere gli stessi valori di umanità di quando è nato tutto diventa un’impresa impossibile. La verità, dal mio punto di vista, è che crescendo la comunità si complica, lo slancio rallenta e la trasformazione peggiore è a sostegno di leadership e management, che cedono spazio a giochi di potere e politici, annientando in men che non si dica, spirito di comunità e responsabilità, ergo: valore.

 

L’AZIENDA È UN MONDO DIFFICILE, NON C’È DUBBIO!

...ed in tutti questi anni sono andate strutturandosi aziende con forme sempre più spigolose dove vertice ed entourage divenivano sempre più inavvicinabili tanto da sembrare quasi irreali. L’azienda però è una comunità e per questo sono necessarie immagine uomo che fugge da una rotturaleadership e management con forme più modeste, più impegnate, più umane.

Ogni leader ed ogni manager deve sentirsi coinvolto per poter coinvolgere, deve sentirsi ispirato per ispirare, deve sentirsi impegnato per impegnare. Deve sentirsi parte di un mondo dove la leadership interviene quando necessario ed incoraggia i collaborati nelle idee e nei progressi.

Pertanto non c’è dubbio! Bisogna finirla di sentirsi giganti nel paese dei nani, forse è arrivato il tempo in cui ogni cosa deve prendere forme e strade diverse e fare in modo che ogni collaboratore si sente appartenente a quella comunità e non desiderare di fuggire in men che non si dica…

 

E che la trasformazione abbia inizio!

...abbia inizio trasformando tutto ciò che scoraggia ed annienta in un’atmosfera di fiducia e reciproco interesse. Abbia inizio dall’abbattimento di tutti quei comportamenti da supereroi e supereroine riprogettando un ambiente a dimensione d’uomo.

Abbia inizio la costruzione proattiva e motivante di una cultura aziendale robusta e solida e che sviluppa per ogni persona la formula lavorativa migliore con cui questa può esprimere al meglio il proprio potenziale e competenze riconoscendogliene ruoli e meriti.

Abbia inizio trasformando la presunzione di pochi in una conoscenza collettiva e condivisa, perché è solo così che si può riuscire a creare qualcosa di vero. Un’azienda che manca di una cultura motivante è come se fosse una scatola vuota e nessuno vuole appartenere al nulla.

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